La sinistra del PD e Renzi, analisi di un rapporto.

Jesus, You’ve started to believe
The things they say of you
You really do believe
This talk of God is true

And all the good You’ve done
Will soon be swept away
You begun to matter more.
Than the things You say.

Listen, Jesus I don’t like what I see
All I ask is that You listen to me
And remember, I’ve been Your right hand man all along
You have set them all on fire
They think they’ve found the new Messiah
And they’ll hurt You when they find they’re wrong

L’expo diffuso.

Stamattina ho ricevuto una mail da parte di un’associazione che partecipa al cosiddetto “Expo dei Popoli”. La mail era entusiasta, conteneva la relazione del comitato scientifico dell’Expo. Parla di un sacco di belle cose. Di sicurezza alimentare. Di sviluppo sostenibile. Di lotta al consumo del suolo.

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Della commissione scientifica fa parte anche la regione Lombardia. Ma evidentemente “expo diffuso” significa che la schifo che stanno facendo a Milano lo vogliono fare anche in Valtellina.

La camicia del tipo di Rosetta

Dell’atterraggio della sonda su Rosetta ho saputo che:

- un italiano ha detto “dai cazzo!” e questo è necessariamente una metafora sugli italiani che non si sanno comportare all’estero;
– un giornalista del Tg4 ha fatto un servizio citando la cometa natalizia e il film Armageddon;
– uno dei tizi della missione aveva una camicia pacchiana e “le femministe” l’hanno costretto a chiedere scusa.

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Si allega diapositiva

Ora, ho come l’impressione che il “femminismo” ma soprattutto “le femministe” stiano diventano, sulla scala globale dell’internet, quello che sono stati il “comunismo” e “i comunisti” negli anni ’90/’00 berlusconiani.

Mi spiego. Dopo questo fatto della camicia alcuni canali d’informazione (le pagine nerd, Io9.com, Ifuckinglovescience etc etc etc) hanno cominciato a pubblicare attacchi al concetto stesso di femminismo, specialmente sotto forma di ridicolizzazione.

Per esempio

Per esempio

Ridicolizzare l’avversario è un mezzo basso, ma è un mezzo usato in tutte le contese politiche. Brecht ridicolizzava Hitler dicendo che era un imbianchino.

Il problema di questa reazioni (a parte il fatto che non si tratta di ridicolizzare qualcuno che se lo merita) è che manca la consapevolezza. Chi ha prodotto l’immagine della cometa Rosetta coi cuoricini non ha la minima idea di cosa vogliano dire “femminismo” o “sessismo”. Come il comunismo nel discorso berlusconiano, si usa “femminismo” per indicare una serie di pensieri, fenomeni e movimenti che includono tutto e il contrario di tutto. Così come ai tempi poteva capitare che un qualunque sindacalista cislino venisse indicato come “comunista” oggi viene indicato come “femminista” qualunque discorso di politically correct.

E come Berlusconi accusava di “comunismo” personaggi veramente improbabili, così la giornalista Rose Eveleth, che ha scatenato la polemica su Twitter, è difficilmente identificabile come una “femminista”. Certo, “femminismo” include tante possibili posizioni, come fra l’altro “comunismo”, ma pensare che Rose Eveleth dalle pagine del The Atlantic faccia una critica radicale alla società patriarcale è un po’ difficile. E’ più facile pensare che Eveleth sia una delle (e dei) tanti seguaci del politically correct, dell’idea che non si dovrebbe esporre nulla che possa urtare la sensibilità di un qualunque gruppo sociale “di minoranza”.

Il gioco al massacro contro il “comunismo” fatto da Berlusconi ha cambiato la percezione di massa del comunismo, ma non si è trattato solo di convincere la gente che Cossutta mangiasse i bambini. Il risultato vero è stato seppellire qualunque idea di giustizia sociale insieme al cadavere del comunismo. Tra gli applausi festanti di chi subiva e subisce l’ingiustizia sociale, ex comunisti in prima fila.

E così questa canea contro il “femminismo”, e spero che sia chiaro che la faccenda della camicia è solo l’ultimo esempio, si sta portando nella fossa qualunque ragionamento contro il sessismo e contro il patriarcato. Lo scopo ultimo della cometa coi cuoricini non è ridicolizzare qualche militante esagitata, è far si che le donne tornino schiave in casa e lavoratrici a mezzi diritti fuori. E sta avvenendo tra gli applausi scroscianti di donne che ci tengono a precisare di non essere femministe e di una società che subirà tutte le involuzioni del caso.

Contributi alla discussione tra i Giovani Comunisti

Soldato Kowalsky:

Il ritmo lento di aggiornamento del blog e l’estemporaneità degli interventi sono causati, anche, da questo.

Originally posted on Ricostruire i Giovani Comunisti/e:

Dopo un lavoro di discussione, scrittura ed elaborazione durato più di due mesi, pubblichiamo alcuni contributi formulati collettivamente che approfondiscono temi dell’appello “per la rifondazione di una gioventù comunista” e che sono a disposizione della discussione generale.
Sono da intendersi come bozze, esperimenti di sintesi, per inaugurare una dialettica interna ed esterna a tutto campo e senza preclusioni.
I temi che si è scelto di trattare sono “analisi di fase”, “organizzazione”, “lavoro tra le masse”, “internazionalismo”, “formazione” e “comunicazione”, ma possono essere integrati o rimodulati.

Ovviamente ogni contributo è accetto e, anzi, fondamentale per arricchire il dibattito, scrivendo all’indirizzo mail: ricostruireigc@libero.it . Vogliamo così aprire un dibattito a cui compagni e compagne, iscritti e simpatizzanti possano partecipare. I documenti sono in continua rielaborazione.

Per leggere i documenti, clicca QUI.

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Salvini

M’è capitato di dover discutere con un funzionario della Digos, durante un corteo per la Palestina, a proposito di un volantino per la campagna di boicottaggio, disinvestimenti e sanzioni a Israele. La tesi del funzionario era che dei possibili passanti israeliani se ne sarebbero presi a male. La mia tesi era chissenefrega.

La vivace disputa è stata chiusa a monte dal fatto che il volantino non riportava il c.i.p. e quindi era illegale ed è tornato nel mio zaino senza più essere estratto.

Ovviamente è solo un esempio, l’attività di qualunque militante è piena di manifestazioni che dovevano finire sotto un ministero, una sede istituzionale, un’ambasciata o un consolato straniero, una sede di partito o cos’altro e che invece sono finite altrove perchè le forze dell’ordine hanno voluto evitare che si creassero tensioni.

Ora, pare che la versione ufficiali delle varie autorità bolognesi sia “Salvini ha il diritto di manifestare dove gli pare”. E’ interessante notare che anche le autorità devono ammettere che la “visita” di Salvini a un campo rom fosse una manifestazione politica. Ma soprattutto è interessante notare che un politico razzista ha tutto il diritto di fare le sue provocazioni.

Il prossimo passo è decidere che Casapound ha il diritto di manifestare di fronte alle sedi dell’ANPI e che Totò Riina ha il diritto di manifestare sulla tomba di Falcone. E aggiungo quest’ultima iperbole solo perchè non sono poi così sicuro che non sia davvero successo che una manifestazione fascista sia stata autorizzata di fronte a una sede ANPI.

Il fatto è che dobbiamo provare a mettercelo in testa: sono tempi duri, a loro concederanno tutto e a noi non faranno passare niente. Quindi adesso non è il momento di fare i distinguo e piangere per un parabrezza rotto. Adesso è il momento di capire come contestare Salvini più efficaciemente.

9 Novembre

Proposta politically scorrect: organizzare squadre notturne che vanno in giro con le bombolette spray e sopra tutti quegli sgorbi, che chiamarli graffiti sarebbe un insulto ai veri graffitisti, rimasti sepolti sotto le rovine, nella sciagura del crollo del muro di Berlino, sopra tutte quelle “firme” incomprensibili e insulse come chi le fa, scrivere: BASTA CON QUESTE SCRITTE DEL CAZZO! Ogni notte. Sarei curioso di vedere come va a finire. Magari i firmaioli del cazzo si svegliano e tornano a scrivere “abbasso i fascisti!”, o “la lotta riprende, la lotta continua!”.

(Da “Non è successo niente” di Tiziano Sclavi)

Il GUE/NGL contro Juncker sull’evasione fiscale.

Traduzione al volo del comunicato del GUE/NGL sul caso Juncker. 

 

Alla luce delle nuove prove che confermano ulteriormente la conscia complicità del Lussemburgo con l’elusione fiscale su scala industriale, la presidente del GUE/NGL Gabi Zimmer si è espressa sull’urgenza di un’azione reale dell’Unione Europea sull’evasione fiscale delle grandi industrie.

“Queste ultime rivelazioni del Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) non sono certamente sorprendenti, ma forniscono nuove e preziose prove che il Lussemburgo è coscientemente complice nell’avasione fiscale su grande scala”, ha detto l’europarlamentare tedesca.

Le ricerche mostrano come 340 grandi compagnie abbiano costituito strutture aziendali studiate ad hoc con le autorità lussemburghesi per ottenere i tagli alle tasse. E tutto questo succedeva sotto l’occhio vigile del nuovo Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, ai tempi Ministro delle Finanze del Lussemburgo.

“Juncher ha delle domande serie a cui rispondere,” ha aggiunto Zimmer. “Per quanto possono continuare queste relazioni intime tra governi eletti e grandi industrie? Il meeting dei Ministri delle Finanzae dell’Unione a Brussels deve affrontare queste ultime rivelazione e mettere mano all’elusione fiscale delle industrie una volta per tutte.”

Ovviamente non vale neanche la pena di sprecare parole sulla maniera penosa in cui i media italiani stanno trattando la vicenda.