Il libro bianco della Cina sulle terre rare


Traduzione di servizio dell’articolo di Nabeel Mancheri su East Asia Forum.

Il 20 giugno 2012 la più alta autorità del governo cinese, il Consiglio di Stato, ha pubblicato il suo primo libro bianco ufficiale sugli elementi terrestri rari. La Cina è il più grande produttore, consumatore ed esportatore di terre rare e controlla il 87% delle forniture globali.

Il libro bianco rivela una serie di politiche governative per l’industria cinese delle terre rare ed alimenta la recente controversie sulle future forniture globali di queste materie prime cruciali, in particolare perchè afferma che la Cina abbia appena il 23% delle terre rare della Terra, rispetto al 36% stimato dagli Stati Uniti.

One of the most important sections of the white paper concerns the ‘current situation of China’s rare earth industry’, and provides a comprehensive view of the industry. According to the report, China has developed a complete rare earth production system from mining to end-product utilisation that can produce over 400 varieties of rare earth products. The report also notes that China produced more than 90 per cent of the world’s total output of rare earth smelting separation products in 2011.

Nel tentativo di affrontare i principali problemi della propria industria delle terre rare, come l’estrazione senza regole ed illegale, il sovrasfruttamento delle risorse, la deteriorazione dell’ambiente e il contrabbando crescente, il governo cinese lo scorso anno ha rafforzato i controlli su questo settore. La Cina continua a implementare un ampio ventaglio di politiche industriali di consolidamento, accelerato negli ultimi anni con la chiusura di centinaia di miniere e l’acquisto di molti piccoli produttori da parte delle maggiori compagnie minerarie del paese. Il libro bianco sulle terre rare introduce obiettivi di sviluppo per l’industria, inclusi standard più restrittivi per la protezione dell’ambiente, vigorosa innovazione tecnologica e passi più decisi per implementare quella che viene chiamata “la strategia dei conglomerati” e l’aggiustamento strutturale dell’industria.

Queste politiche riflettono decisioni ben pianificate collegate direttamente agli obiettivi di lungo termina della Cina di diventare una nazione innovativa entro il 2020 e una potenza scientifica globale entro il 2050. La Cina ha già stabilito una serie di obiettivi di sviluppo a corto, medio e lungo termine per una catena completa delle attività di ricerca e sviluppo. Queste strategie sono state delineate nel decimo piano quinquennale (2001-2005), nell’undicesimo piano quinquennale (2006-2010) e nelle linee guida del piano di sviluppo tecnologico e scientifico nazionale di medio e lungo termine.

Nel 2011 le terre rare hanno assunto una nuova importanza strategica nella corsa cinese per la leadership tecnologica quando, con un importante cambiamento politico, i metalli sono stati formalmente messi nell’ambito del Ministero per l’Industria e le Tecnologie dell’Informazione (MITI). Il MITI è l’architetto delle politiche industriali e di consolidamento ed è inoltre in carica di modellare lo sviluppo di settori emergente che guideranno la domanda di terre rare. In generale, il MITI è responsabile dell’industria mineraria cinese, mentre il Ministero della Terra e delle Risorse è responsabile per l’estrazione e sfruttamento dei minerali e il Ministero del Commercio è responsabile per il commercio dei minerali. Fino ad ora le terre rare erano state considerate parte del settore delle risorse, piazzarle sotto il controllo del MITI permetterà al governo cinese di gestire e coordinare questa industria nella stessa maniera in cui gestisce altri settori industriali di rilievo.

I consumatori di minerali nei paesi industrializzati stanno ora affrontando forniture ridotte e prezzi più alti poichè nel 2011 la Cina ha tagliato le sue quote di esportazione di terre rare del 35%, minacciando di causare una carenza globale dei minerali usati nella fabbricazione di un’ampia gamma di prodotti, inclusi telefoni, macchine ibride e missili guidati.

Nel libro bianco Beijing cerca di giustificare le restrizioni all’esportazione di questi elementi cruciali e di difendersi dal caso sollevato presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio da parte dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e del Giappone. Il paper sostiene che la Cina ha bisogno di trattenere maggiori quantità di terre rare per sostenere i propri settori dell’alta tecnologia e dell’energia pulita. La Cina inoltre continua sostenendo che le restrizioni alle esportazioni rientrano nelle eccezioni legali dell’OMC dato l’obiettivo di protezione ambientale. La protezione ambientale è uno dei temi centrali del libro bianco e, infatti, il rapporto si dilunga nel presentare le politiche cinesi come mirate a garantire la sostenibilità e salubrità dello sviluppo dell’industria delle terre rare.

Il dominio cinese nella fornitura di terre rare è in direttamente collegato alla pianificazione a lungo termine di Beijing. Questi piani di lungo termine promuovono lo sviluppo di un sistema di mercato con investimenti diversificati dalla ricerca di base alla commercializzazione e costruzione dei prezzi in base alla domanda ed offerta dei prodotti. Il paper nota come dopo molti anni di sviluppo, la Cina fondato un sistema di ricerca e sviluppo relativamente completo e abbia fatto da apripista per numerose tecnologie di livello internazionale nell’estrazione, fusione e separazione delle terre.

Il sistema cinese della scienza e della tecnologia lavora su di un modello “dall’alto al basso”, i programmi a direzione statale stimolano gli sviluppi nelle aree strategicamente importanti. Questo tipo di sistema pianificato centralmente ha favorito la ricerca applicata in campi economicamente e strategicamente importanti. Questo ha portato la Cina a diventare leader nella commercializzazione delle tecnologie, dato che le imprese statali promuovono i collegamenti tra gli istituti di ricerca e le imprese private. I conglomerati cinesi sono incoraggiati dal governo a costruire i propri centri per la ricerca e lo sviluppo tecnologico e rilevare gli istituti di ricerca pubblici.

Il successo della Cina nell’industria delle terre rare è, ad ora, il risultato dell’attenta riflessione e considerazione dei più alti livelli delle decisioni politiche e del pragmatismo, della disciplina e dell’assunzione di rischi calcolati da parte dei governi locali e delle compagnie private.

 

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