Condannato l’alleato del PD (ma per ora non salta il governo)


Per anni abbiamo atteso la notizia della condanna di Berlusconi. Ci siamo immaginati caroselli nelle strade, nuove feste della liberazione, statue innalzate ai giudici che fosse riusciti nell’impresa.

Ad attendere la notizia della condanna di Silvio c’erano oggi, fuori dal tribunale, un centinaio di persone. L’impressione dalle foto è che fossero i pochi reduci disposti a ripetere i festeggiamenti di quando il Nano si dimise. La differenza tra quella notte e questa è che all’epoca prima ci fu l’entusiasmo degli antiberlusconiani, poi il PD fece un governo con Berlusconi. Stavolta sono già al governo insieme. E senza neanche fare la finta del governo tecnico.

Un riassunto delle puntate precedenti indirizzato particolarmente ai compagni e agli amici del PD

Tanto entusiasmo sarebbe da preservare per altre occasioni. Silvio in galera non lo vedremo mai, però vedere finalmente esecutiva l’interdizione dai pubblici uffici sarebbe comunque divertente. Purtroppo questa è una condanna di primo grado, quindi per avere un Silvio ufficialmente ineleggibile dobbiamo aspettare come minimo la sentenza definitiva del processo sui diritti Mediaset. Il governo Letta quindi per ora può indossare la sua migliore faccia di bronzo e andare avanti per un po’.

A meno che Berlusconi non pensi veramente di poter vincere le elezioni politiche, quindi faccia cadere il governo a breve e si vada a votare prima della sentenza. Certo i risultati delle ultime amministrative (che rimangono comunque una cosa diversa dalle politiche) potrebbero aver fatto perdere un po’ di baldanza al Cavaliere.

Rimane aperta un’altra strada. Le carceri italiane, si sa, stanno in condizioni medievali, migliaia di persone detenute in più rispetto alla capienza, celle in cui le persone stanno schiacciate, preminenti politici che rischiano di finire in gattabuia. Quale migliore situazione per un atto di clemenza? Quale momento migliore perchè il Re della Repubblica Napolitano spinga sottobanco per una soluzione che preservi il governo di larghe intese così faticosamente costruito? Quale momento più cruciale per la Merkel per avere stabilità in Italia, evitando una crisi politica dallo sbocco incerto proprio prima delle elezioni federali tedesche in autunno?

Insomma, Berlusconi potrebbe avere ancora delle carte da giocare prima di andare a delle elezioni che portino non si sa dove. D’altronde, i suoi alleati del PD gli hanno sempre offerto ancore di salvataggio insperate, potrebbero stupirci anche questa volta.

[Poi domani salta il governo e io ci faccio una figura di paltra, ma vabbè, in fondo ricordate che questo  un blog di cose scritte, così, tanto per…]

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