L’attacco a Tunisi


di Lorenzo Declich su Limes On Line

 

Il vero obiettivo dei jihadisti

Il commando, secondo le ricostruzioni, aveva provato a entrare in parlamento. Non riusciendoci ha preso di mira il museo del Bardo, che è adiacente al parlamento. Il dettaglio non è secondario. Le ipotesi su una strategia precostituita mirante a colpire “il turismo”, pur plausibile, troverebbe una parziale smentita se la ricostruzione fosse valida. Piuttosto, come si ricorda da più parti, colpire luoghi simbolo come il Bardo, notoriamente frequentati da turisti per lo più occidentali, è nel DNA delle organizzazioni terroristiche di matrice islamica fin dalla nascita del terrorismo qaidista. Questo è un segnale che non può essere ignorato.

Chi è stato?

Via twitter alcuni esponenti dello Stato Islamico si sono subito congratulati con gli attentatori, ma era avvenuto lo stesso anche dopo la strage a Charlie Hebdo: ciò fa parte, almeno per ora, del capitolo “jihad elettronico” e non dimostra che all’attentato corrisponda l’inizio di una serie di operazioni preparate a tavolino che prendano di mira in particolare la Tunisia. Ovviamente, l’ipotesi non deve essere scartata, viste le minacce – provenienti da una formazione, Ansar al-sharia, che oggi si trova nel “regno di mezzo” nella battaglia per l’egemonia fra al Qaida e lo Stato Islamico – apparse sul web prima dell’attentato.

Lo stile dell’attacco ricorda in molti punti quello di Parigi che, invece, è stato rivendicato da al-Qaida in Yemen. Lo differenzia la genesi dell’individuazione dell’obiettivo – a Parigi la redazione di Charlie Hebdo era da tempo nel mirino dei terroristi, al contrario del Bardo – e la (probabile) affiliazione degli attentatori: militanti di una brigata tunisina di al Qaida nel Maghreb Islamico di ritorno da Siria e Iraq che però, gradualmente, come in molti altri teatri, si avvicinano alle posizioni dello Stato Islamico.

L’altra differenza, non da poco, è che c’è un arresto avvenuto sul luogo dell’attacco. Avremo probabilmente dunque, a differenza di altri casi, diverse risposte su queste domande, che dovremo valutare con cura.
Per leggere tutto clicca qui.

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La polizia tunisina lancia gas lacrimogeni contro i funerali del leader comunista Chokri Belaid, assassinato dagli islamisti. Via Jadaliyya.com

 

 

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