Lega Nord e Israele

Mio editoriale per La Città Futura sull’accordo di amicizia tra la Provincia di Sondrio e la colonia israeliana di Shomron.

Gli affari della Lega con Israele

L’accordo di amicizia stretto dalla Provincia di Sondrio con la colonia israeliana di Shomron è divantato un caso nazionale. Dopo anni di contatti più o meno formali, l’accordo è stato chiuso negli stessi giorni in cui l’Unione Europea impone un’etichetta diversificata ai prodotti degli insediamenti illegali nei territori palestinesi. La Lega conferma il suo schieramento filo israeliano.

 

[…]

D’altronde la Lega Nord si è sempre opposta al riconoscimento dello stato palestinese, si è schierata contro la Freedom Flottilla, ha dato ai palestinesi la colpa dei bombardamenti su Gaza, collabora strettamente con l’Associazione Italia – Israele. E la lista potrebbe continuare a lungo.

La politica filo israeliana della Lega è una delle poche costanti tra i balletti ideologici del Carroccio: secessione, federalismo o nazionalismo, euro o lira, Russia o Europa, l’amicizia con Tel Aviv non è in discussione.

L’expo diffuso.

Stamattina ho ricevuto una mail da parte di un’associazione che partecipa al cosiddetto “Expo dei Popoli”. La mail era entusiasta, conteneva la relazione del comitato scientifico dell’Expo. Parla di un sacco di belle cose. Di sicurezza alimentare. Di sviluppo sostenibile. Di lotta al consumo del suolo.

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Della commissione scientifica fa parte anche la regione Lombardia. Ma evidentemente “expo diffuso” significa che la schifo che stanno facendo a Milano lo vogliono fare anche in Valtellina.

C’era una volta il movimento .

Ho scritto questa roba di getto per commentare la faccenda del PD di Milano che attacca le manifestazioni per Gaza. Mentre la scrivevo si è espansa a un sacco di altre cose. Nell’articolo ci sono alcuni riferimenti che potranno capire solo i sondriesi, ma non ho voglia di editare.

Tutto parte da qui.

Tutto parte da qui.

“pacifismo a senso unico usato come una clava”

Ok, cerco di dirla nella maniera più concisa e meno pacco che mi riesca.
Il mio primo atto politico è stato tenere uno striscione contro l’imperialismo in una manifestazione. Non ricordo esattamente cosa ci fosse scritto, ma vabbè.

Era il 2003 e gli studenti di Sondrio scioperarono in massa (si, in massa. Mille studenti. A Sondrio.) contro la guerra in Iraq. La Garberia era piena e ricordo il comizio del Micio, c’erano anche tutti i professori intelligentiddesinistra (notare, sono una categoria diversa dal Micio). Ecco, diciamo che all’epoca si pensava di poter fare veramente la differenza, che il movimento per la pace potesse davvero fermare l’aggressione di Bush Il Giovane, Tony Blair e dei cagnolini Aznar e Berlusconi. E in quell’epoca si cominciava a leggere Liberazione e il Manifesto proprio perchè erano quelli che davano contro alla guerra in maniera più convinta.

Poi ripensandoci undici anni dopo in quel movimento c’erano tutte le contraddizioni che ora sono esplose, ma in quel momento, da giovane idealista che guardava solo alla contraddizione principale, derubricavo ogni contraddizione come una differenza su cui passare perchè l’avversario era troppo forte e troppo malvagio per perdersi in piccolezze. E all’epoca il rappresentato dell’avversario forte e malvagio in Italia era… Giuliano Ferrara…
Ok, adesso parlare di Ferrara fa ridere, ma all’epoca non aveva ancora fatto la lista pro-vita dello 0,1% e non aveva ancora fatto le manifestazione truccato col rossetto per la libertà di andare con le prostitute minorenni.
Ecco, 11 anni fa Ferrara passava per quello che “bisogna ammettere che Ferrara però è Intelligente”. E bisogna pure ricordare che era uno stretto consigliere di un Berlusconi che allora guidava un’alleanza che pareva fortissima, con la Lega, con Alleanza Nazionale che ancora non si era tolta di dosso il sapore del MSI e con Fini che girellava per Genova nei giorni della mattanza del G8
Insomma, 11 anni fa Ferrara poteva davvero rappresentare un avversario degno.
E però già 11 anni fa Ferrara mi sembrava un pezzente intellettuale. Ferrara era quello che attaccava il movimenti contro la guerra in Irak con più virulenza. Noi eravamo gli amici di Saddam Hussein, non ce ne fregava nulla del sangue dei curdi e delle altre vittime del regime (e qua ci starebbe la storia della litigata col professore di Sistemi su Ocalan…), volevamo far diventare l’Europa l’Eurabia etc etc etc
Con gli anni, studiando, ho capito che avevamo VERAMENTE ragione e che i Ferrara del mondo oltre a essere forti e malvagi avevano VERAMENTE torto.

A lato, erano pure gli anni della Seconda Intifada. Ovviamente ogni parola detta contro la guerra in Iraq veniva subissata dal coro di quelli “eh ma i vostri amici palestinesi”. Qua ci vorrebbe una lunga digressione tra le sottili differenze tra essere per la pace, essere pacifisti, essere non violenti. Ma son cose che ho imparato dopo.
Ricordo che già all’epoca non potevo sopportare la disonestà intellettuale di chi voleva mettere tutto sullo stesso piano, occupazione e resistenza, un esercito potenza nucleare e bande di poveri senza stato che combattono come possono. Ricordo il mio primo interventi in un’assemblea d’istituto proprio per dire che pure i partigiani, li chiamavano terroristi. Ricordo anche, qualche anno prima, il sorrisetto con cui il già citato Gianfranco Fini commentava che le urla di “assassini assassini” dopo la morte di Carlo Giuliani erano “un po’ forte per gente che si definisce pacifista”. Ah, en passant, nel frattempo Fini è diventato una specie di Santo Della Democrazia senza mai spiegare cosa ci facesse in certi luoghi a Genova nel 2001…

Ok, vengo al punto… Ricordo tutte questa cose, e l’argomento del “pacifismo a senso unico usato come una clava” era l’argomento del Nemico. Era l’argomento, per di più, del Nemico che non aveva il coraggio di confrontarsi nel merito, di ammettere che non era super-partes, che era per la guerra e per l’oppressione. E quindi il Nemico la buttava su un piano in cui lui poteva sembrare quello equilibrato, quello realista, quello che distribuiva torti e ragioni dappertutto. Il Nemico era quello che diceva di essere per la pace e quindi voleva partecipare alle manifestazioni con la bandiera degli Stati Uniti e di Israel. Il Nemico era quello terzista. Però in maniera equilibrata, terzista e per la pace il Nemico alla fine era SEMPRE per la parte dominante e guerrafondaia.

Ecco.
Partito Democratico, oggi.
Come Ferrara, come Fini. Ma un po’ peggio.

 

La fabbrica del panico.

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Stefano Valenti – La Fabbrica del Panico
Feltrinelli – pp. 119 – 11 euro

Tu devi alzarti in piedi
dici che la tua vita è destinata a essere quella di un vagabondo
e tu l’hai fatto, hai compiuto qeusto passaggio.
Non avrai mai rimpianti
anche se dovrai soffrire difficoltà terribili.
Prenditi cura di te, dei tuoi amici,
non puoi dire che non c’è modo di tornare indietro.
Ognuno conosce tempi avversi e sfortunati
E patisce tutte queste sofferenze.
Ma, non importa come,
Tu devi alzarti in piedi, tu devi alzarti in piedi.

(Poesia pubblicata in una rivista operaia cinese, 2003)