Mattarellum

Impazza il dibattito. Mattarella è un Presidente della Repubblica sgradito al Patto del Nazareno? E’ uno sgarbo di Renzi a Berlusconi? Oppure sotto sotto c’è l’accordo anche sul nome di Mattarella. Oppure, ancora, è un nome che nascce dall’impossibilità di trovare un accordo dentro le linee del Patto del Nazareno ma  tutto sommato tiene in piedi il Nazareno.

Onestamente, ho un approccio diverso: echissenefrega?

Intendiamoci, è ovviamente una cosa importante per la politica del nostro paese sapere se il Patto del Nazareno regge. Ma non è il punto fondamentale. L’asse Renzi-Berlusconi fa schifo, ma pensare che il PD sia da contrastare in quanto Renzi fa l’asse con Berlusconi è una maniera di ragionare superata dai fatti. Lo smantellamento della Costituzione e dello Statuto dei Lavoratori, l’austerità, le posizioni deleteree in politica estera, il silenzio totale sui diritti civili… in pratica, in ogni area di intervento che ci possa interessare il problema non è che il PD fa cose brutte perchè è alleato col Satana Berlusconi, fa cose brutte perchè le vuole fare, con o senza asse Matteo-Silvio.

Scrivevo a dicembre:

Perchè sappiamo perfettamente che a Renzi basta giocare la carta Prodi per far abboccare SEL e dissidenti PD. Non per eleggere veramente Prodi (che quantomeno sarebbe ostile alle intese sottobanco con Berlusconi) ma per distrarre Vendola e Ciwati da qualunque campagna politica attorno alla Presidenza della Repubblica. Vedi elezione di Grasso e Boldrini, ma vedi anche il balletto Rodotà-Prodi-Rodotà di SEL.
E d’altra parte sappiamo anche che i 5 Stelle faranno una fatica boia a stare compatti, verranno schiacciati dai media che li accuseranno di fare l’ennesima operazione sterile, di “sprecare” un’altra volta i loro voti nella pura testimonianza. Verranno spinti a cercare un’impossibile mediazione su qualche nome di alta autorità, magari giocando sul fatto che un giudice della Corte Costituzionale o che un tecnico economista non è uno degli odiati politici di professione.

E infatti, sinistra PD-SEL-5Stelle invece di fare una campagna pubblica sulla Presidenza della Repubblica si sono imbarcati in una manovra sottobanco, impossibile da realizzare, sui nomi di Prodi e Bersani. Fallita questa manovra, sono rimasti col cerino in mano e unico candidato Mattarella.

Il 5 Stelle, almeno, ha tirato fuori un candidato di bandiera. SEL e sinistra PD hanno invece confermato ancora una volta che non c’è una scelta strategica di opposizione al PD, c’è una scelta tattica di opposizione al “PD di Renzi”, dove l’aggiunta “di Renzi” serve a sostenere che qualora si riuscisse a stanare il PD dalle posizioni di Renzi ci si può accordare immediatamente.

Vale appena la pena di notare quant’è ridicolo tutto ciò da parte di chi è andato ad Atene a farsi bello con la vittoria di Syriza. Ma Civati è pur sempre quello che disse, seriamente, “usciremo dal PD quanto meno ve lo aspettate”. Non preoccuparti, Pippo, lo sappiamo benissimo che non ti muoverai mai da lì.

Infine, appare solo una conferma di quanto non esista un’ala sinistra del PD con cui sia possibile fare operazioni politiche. I mitici “giovani turchi” si sono disciolti come neve al sole. Il povero Fassina ha provato a ricordare che i 101 affossatori di Prodi erano proprio i renziani, l’ex giovane turco e attualmente Presidente del PD Orfini ha reagito con compostezza:”certo che dice scemenze Fassina”. I civatiani sui territori sono uscti dal partito alla spicciolata oppure si sono riciclati renziani col tipico fervore dei convertiti e ora sono impegnati in complotti di segreteria per far fuori gli ultimi dirigenti locali non renziani.

Di Melenchon o Lafontaine italiani non ce n’è neanche l’ombra.

Un bilancio (serio) di Napolitano

BALLATA NAPOLITANA
di Dino Greco su http://www.lacittafutura.it

Ho conosciuto Napolitano nel Pci, ai tempi del duro scontro che lo oppose ad Enrico Berlinguer. Da comunista fece male. Da comunista pentito, come accade a tutti i transfughi, molto peggio.
Per leggere tutto clicca qui.

Greco, come molti, distingue tra due Napolitano diversi. Uno che è stato un normale Presidente della Repubblica e uno che si è assunto compiti politici che la Costituzione non prevede per il PdR, diventando di fatto il regista delle manovre politiche e il garante dell’attuazione dell’austerità. Divisione che ha un senso, ma si dovrebbe far iniziare il secondo Napolitano almeno da quando nell’autunno-inverno del 2010 volle evitare le elezioni anticipate e salvò per questo lo stesso Berlusconi che avrebbe defenestrato un anno dopo.
Anche sul primo Napolitano si dovrebbe discutere, certamente non ha inventato lui la figura del PdR interventista, risale almeno a Cossiga, se non a Pertini. Ma non bisogna dimenticare l’attivismo con cui lavorò affinchè il secondo governo Prodi rinnegasse tutte le promesse “di sinistra” e rimanesse nel solco delle compatibilità con l’Unione Europea e la Nato. Si ricordi, per esempio, la famosa vicenda del voto sull’Afghanistan, di Turigliatto e Rossi. I due senatori comunisti votarono contro a una mozione, un atto di fatto senza valore, non una legge, non un voto di fiducia. Si ricordi, soprattutto, che fu Napolitano a stabilire che proprio quel voto su quella mozione doveva essere la misura della tenuta della maggioranza.

Cosa vuol dire essere un buon Presidente della Repubblica?

Avevo intenzione di scrivere un post su come dovrebbe essere secondo me un buon Presidente della Repubblica, dopo aver tanto parlato di perché Napolitano è stato un pessimo PdR. Giannuli mi ha preceduto, sostanzialmente condivido il suo impianto, sarei giusto un filo meno moralista.

Quirinale, no ad un Napolitano Terhttp://www.aldogiannuli.it

“Quando parlo di “Napolitano ter” parlo di un Capo dello Stato in continuità con l’uscente che è stato uomo di parte, dimentico di essere il Presidente di tutti gli italiani e fattosi capo di una maggioranza politica, poco sensibile ai valori costituzionali, disinvolto interprete di norme e consuetudini e propenso ad invadere campi non suoi. Ecco: uno così non lo vogliamo.

E non vogliamo neppure un Presidente prono ai voleri della Bce e, per così dire, in “sintonia speciale” con Palazzo Chigi. C’è già una quantità di nomi più o meno di questo genere: Veltroni, Cassese, Pinotti, Franceschini, Grasso, Gentiloni e via dicendo. Ma lasciamo perdere i nomi e vediamo i requisiti base che, per noi, un Presidente dovrebbe avere.” 

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Ma dopo aver illustrato come dovrebbe essere un buon Presidente si dovrebbe dire chi potrebbe essere un buon Presidente. E la verità è che non è un cristo che risponda a questi requisiti che abbia possibilità di esser eletto.

Noi del PRC non stiamo in Parlamento, quindi d’ora in avanti tratto di fantapolitica. Cosa dovrebbe fare chi condividesse questi principi (cioè, quello che resta di SEL in Parlamento, parte del 5 stelle, qualche dissidente del PD…)? Probabilmente individuare un buon nome che sia vagamente credibile e fare propaganda su quello. Come si fece con Rodotà. Per intenderci, se si vuole fare un po’ di propaganda fatta bene bisogna portare un nome che potrebbe realmente fare il Presidente. Gino Strada evidentemente non va bene, Pietro Ingrao evidentemente non sta bene, Rossana Rossanda è in esilio. Quindi, o si rifà con Rodotà o ci si inventa qualcuno di nuovo. Ed è difficile trovare qualcuno di nuovo a sinistra. I leader sindacali o sono morti prematuramente o hanno avuto tutto il tempo di sputtanarsi in politica (vero, Cofferati?), dei leader della sinistra politica non parliamone neanche (Bertinotti ha già dato su uno degli alti scranni della Repubblica) che è meglio. Resterebbe da scandagliare quel territorio di intellettuali che ogni tanto fanno politica o di politici che ogni tanto fanno gli intellettuali. Micromega e la sinistra di Repubblica, per intenderci. Ma tra Asor Rosa, Tronti, Canfora, Revelli, Flores D’Arcais e compagnia è difficile trovare qualcuno che negli ultimi anni non abbia dato segni di demenza senile.
Oppure, ultima opzione, qualche “giovane” di belle speranze dovrebbe sacrificarsi. Guido Viale Gianni Rinaldini. O meglio ancora, Annamaria Rivera o Lorenza Carlassare. Certo, rimane sempre da chiedersi se sarebbero mai disponibili a una cosa destinata a sconfitta sicura.

Ecco, questo parlando di cosa si dovrebbe fare. Purtroppo quello che si farà sarà una cosa diversa.
Perchè sappiamo perfettamente che a Renzi basta giocare la carta Prodi per far abboccare SEL e dissidenti PD. Non per eleggere veramente Prodi (che quantomeno sarebbe ostile alle intese sottobanco con Berlusconi) ma per distrarre Vendola e Ciwati da qualunque campagna politica attorno alla Presidenza della Repubblica. Vedi elezione di Grasso e Boldrini, ma vedi anche il balletto Rodotà-Prodi-Rodotà di SEL.
E d’altra parte sappiamo anche che i 5 Stelle faranno una fatica boia a stare compatti, verranno schiacciati dai media che li accuseranno di fare l’ennesima operazione sterile, di “sprecare” un’altra volta i loro voti nella pura testimonianza. Verranno spinti a cercare un’impossibile mediazione su qualche nome di alta autorità, magari giocando sul fatto che un giudice della Corte Costituzionale o che un tecnico economista non è uno degli odiati politici di professione.

L’amara conclusione è che chiunque diventi presidente dopo Napolitano, saremo costretti a fare i conti a lungo con la presidenza monarchica plasmata dal migliorista.