Grecia: Fase Uno. Intervista a Kouvelakis.

Segnalo l’intervista a Stathis Kouvelakis che ho tradotto per la Città Futura. L’intervista originale è apparsa sul Jacobin Magazine che l’ha gentilmente concessa gratuitamente per la traduzione italiana. La pagina di LCF riporta un breve estratto, l’intervista intera è scaricabile in PDF.

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Dimostrazioni pro-governative in Grecia. Via GreekReporter

Kouvelakis è un rappresentante della Piattaforma di Sinistra, l’ala più a sinistra di Syriza, con posizioni critiche anche verso l’Unione Monetaria Europea. Riporto in particolare un passaggio che non è contenuto nell’estratto ma solo nel PDF:

Lafazanis [il principale esponente della Piattaforma di Sinistra, ora ministro dell’energia] ora è identificato e bersagliato dai media greci perché è visto come l’intransigente. È la figura all’interno di Syriza che i media e, ovviamente, la destra e le forze pro-sistema amano odiare e stigmatizzare di continuo. È presentato come il Signor No Euro e il Signor Andiamocene Dall’UE di Syriza. Per fare solo un esempio recente, immediatamente dopo la rottura delle trattative tra Syriza e Dimar, il principale giornale greco (Ta Nea) ha pubblicato un editoriale strillato in prima pagina, senza firma, che diceva: “Attenzione, greci: votate per Tsipras ma è Lafazanis a dirigere realmente il partito”.

Bisogna capire che una delle ragioni principali per cui i media, le elites politiche e le classi dominanti sono ostili a Syriza è che al suo interno ci sono correnti di sinistra molto forti. Tsipras ne deve tenere conto e per questo i titoli dei giornali dicono: “Tsipras, fai come Papandreou!”, cioè sbarazzati dell’opposizione interna e sii un vero leader, liberati di questi pazzi di sinistra intransigenti, e così via.

Credo sia un passaggio importante per alcuni motivi.
Innanzitutto, perchè in Italia ci stiamo facendo raccontare Syriza esattamente dagli omologhi italiani di quei media greci che vogliono spingere Tsipras a fare come Papandreou. Non è certo un caso che Repubblica e l’Huffington Post siano in prima linea nel pubblicare ogni giorno lo scoop sul raggiunto accordo tra Tsipras e l’Unione Europea. Ogni giorno. Senza neanche passare per la smentita dello scoop del giorno prima.
In secundis, perchè in Italia si impongono come referenti di Syriza degli elementi che vogliono negare agli italiani di conoscere la complessità di Syriza stessa. Dal palco della manifestazione di Roma ha parlato anche Fassina. Perchè bisogna essere inclusivi come Syriza. In compenso chi porta posizione come quelle di Lafazanis viene ostracizzato. E’ già tanto se non viene definito cripto-Lepenista.

A proposito dell’inclusività di Syriza è bene riportare un altro passaggio:

Al livello delle sezioni del partito, e anche a livello regionale, sono falliti quasi tutti i tentativi d’infiltrazione da parte di personaggi delle vecchie elites politiche (nazionali e locali). Sono stati rifiutati da maggioranze schiaccianti e anche questo è un indicatore che la Piattaforma di Sinistra e la “sinistra larga” del partito non sono settori isolati, ma sono realmente capaci di imporre le proprie visioni su questioni cruciali.

La reazione di Tsipras e della dirigenza del partito è stata prima di ritardare sistematicamente le riunioni del comitato centrale, paralizzando questo livello decisionale. Poi la dirigenza è riuscita ad ottenere carta bianca per cinquanta su 450 candidati totali (ci sono 300 posti in parlamento, ma 450 candidati), significa che solo ora siamo riusciti a conoscere la composizione finale delle liste. L’idea di collaborare con Dimar è fallita grazie alla reazione suscitata. Molti candidati a livello locale sono stati rifiutati dalle federazioni e dalle sezioni. Ora c’è una disputa su delle persone che saranno paracadutate dall’alto.

D’altra parte, il fatto che Costas Lapavitsas [economista di riferimento della Piattaforma di Sinistra] sia stato accettato come candidato è uno sviluppo importante. Si era già discussa la sua candidatura alle elezioni europee e alla fine era stata rigettata dalla maggioranza della dirigenza. Questo è molto importante perché Lapavitsas non è solo un individuo, è un simbolo di una maniera specifica e determinata di approcciarsi alla crisi, all’Europa, al debito e a tutte le questioni europee. Averlo nelle liste e come parlamentare rende più credibile Syriza quando dice “davvero, tutte le possibilità sono sul tavolo”. Vuol dire che lo intende davvero.

Sottolineo infine due punti.
1) L’intervista contiene molti passaggi critici sia verso la dirigenza di Syriza sia verso il KKE. La complessità dell’intervista rende necessario sottrarsi al facile gioco della citazione decontestualizzata. L’onestà intellettuale imporrebbe di evitare questo gioco, specie se finalizzato alle piccole manovre tra le correnti politiche italiane.
2) L’intervista risale a prima delle elezioni, a prima dell’accordo con ANEL. Sull’accordo Kouvelakis, in un intervento successivo, si esprime così:”Kammenos e i suoi sovranisti di destra dell’ANEL sono certamente un male minore se confrontati a formazioni come To Potami (il cui obiettivo dichiarato è forzare Syriza a rimanere nei confini stabiliti dall’UE e dai memorandum), ma sono pur sempre un male”. In ogni caso, l’intervista contiene alcune indicazioni su come poter giudicare i primi passi del governo Tsipras. A ognuno giudicare se siano adeguati.

Mattarellum

Impazza il dibattito. Mattarella è un Presidente della Repubblica sgradito al Patto del Nazareno? E’ uno sgarbo di Renzi a Berlusconi? Oppure sotto sotto c’è l’accordo anche sul nome di Mattarella. Oppure, ancora, è un nome che nascce dall’impossibilità di trovare un accordo dentro le linee del Patto del Nazareno ma  tutto sommato tiene in piedi il Nazareno.

Onestamente, ho un approccio diverso: echissenefrega?

Intendiamoci, è ovviamente una cosa importante per la politica del nostro paese sapere se il Patto del Nazareno regge. Ma non è il punto fondamentale. L’asse Renzi-Berlusconi fa schifo, ma pensare che il PD sia da contrastare in quanto Renzi fa l’asse con Berlusconi è una maniera di ragionare superata dai fatti. Lo smantellamento della Costituzione e dello Statuto dei Lavoratori, l’austerità, le posizioni deleteree in politica estera, il silenzio totale sui diritti civili… in pratica, in ogni area di intervento che ci possa interessare il problema non è che il PD fa cose brutte perchè è alleato col Satana Berlusconi, fa cose brutte perchè le vuole fare, con o senza asse Matteo-Silvio.

Scrivevo a dicembre:

Perchè sappiamo perfettamente che a Renzi basta giocare la carta Prodi per far abboccare SEL e dissidenti PD. Non per eleggere veramente Prodi (che quantomeno sarebbe ostile alle intese sottobanco con Berlusconi) ma per distrarre Vendola e Ciwati da qualunque campagna politica attorno alla Presidenza della Repubblica. Vedi elezione di Grasso e Boldrini, ma vedi anche il balletto Rodotà-Prodi-Rodotà di SEL.
E d’altra parte sappiamo anche che i 5 Stelle faranno una fatica boia a stare compatti, verranno schiacciati dai media che li accuseranno di fare l’ennesima operazione sterile, di “sprecare” un’altra volta i loro voti nella pura testimonianza. Verranno spinti a cercare un’impossibile mediazione su qualche nome di alta autorità, magari giocando sul fatto che un giudice della Corte Costituzionale o che un tecnico economista non è uno degli odiati politici di professione.

E infatti, sinistra PD-SEL-5Stelle invece di fare una campagna pubblica sulla Presidenza della Repubblica si sono imbarcati in una manovra sottobanco, impossibile da realizzare, sui nomi di Prodi e Bersani. Fallita questa manovra, sono rimasti col cerino in mano e unico candidato Mattarella.

Il 5 Stelle, almeno, ha tirato fuori un candidato di bandiera. SEL e sinistra PD hanno invece confermato ancora una volta che non c’è una scelta strategica di opposizione al PD, c’è una scelta tattica di opposizione al “PD di Renzi”, dove l’aggiunta “di Renzi” serve a sostenere che qualora si riuscisse a stanare il PD dalle posizioni di Renzi ci si può accordare immediatamente.

Vale appena la pena di notare quant’è ridicolo tutto ciò da parte di chi è andato ad Atene a farsi bello con la vittoria di Syriza. Ma Civati è pur sempre quello che disse, seriamente, “usciremo dal PD quanto meno ve lo aspettate”. Non preoccuparti, Pippo, lo sappiamo benissimo che non ti muoverai mai da lì.

Infine, appare solo una conferma di quanto non esista un’ala sinistra del PD con cui sia possibile fare operazioni politiche. I mitici “giovani turchi” si sono disciolti come neve al sole. Il povero Fassina ha provato a ricordare che i 101 affossatori di Prodi erano proprio i renziani, l’ex giovane turco e attualmente Presidente del PD Orfini ha reagito con compostezza:”certo che dice scemenze Fassina”. I civatiani sui territori sono uscti dal partito alla spicciolata oppure si sono riciclati renziani col tipico fervore dei convertiti e ora sono impegnati in complotti di segreteria per far fuori gli ultimi dirigenti locali non renziani.

Di Melenchon o Lafontaine italiani non ce n’è neanche l’ombra.