La sinistra greca e la sconfitta


Per La Città Futura, ho tradotto la lunga intervista del Jacobin Magazine a Stathis Kouvelakis, della Piattaforma di Sinistra di SYRIZA  (quelli che che stanno votando contro l’accordo, per intenderci).

La lotta continua

“voglio aggiungere una riflessione su quale sia il senso di uscire vincitori o sconfitti in un conflitto politico. Penso che, per un marxista, sia necessaria una comprensione storicizzata di questi termini. Da una parte si può dire che si è vittoriosi perché ciò che si è  detto si è dimostrato vero.

È la strategia del l’avevamo detto. Se però non si è capaci di dare una forza concreta alla propria posizione, si è politicamente sconfitti. Se si è senza potere e ci si è dimostrati incapaci di trasformare la propria posizione in pratica di massa, allora ovviamente non si è politicamente vittoriosi. Questa è una cosa.

La seconda cosa è che non tutti sono stati sconfitti alla stessa maniera e nella stessa misura. Voglio sottolinearlo. Penso che sia stato cruciale aver fatto la battaglia interna a SYRIZA.

Lasciami essere chiaro. Quali erano le altre opzioni? Alla prova del periodo decisivo il KKE e Antarsya hanno dimostrato, ovviamente in maniere molto diverse, quanto fossero irrilevanti. Per noi, l’unica scelta alternativa sarebbe stata rompere prima con la dirigenza di SYRIZA. In ogni caso, date le dinamiche nel periodo cruciale tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, saremmo stati marginalizzati.

L’unico risultato concreto che io riesco a vedere sarebbe stata l’aggiunta di un paio di gruppi ai dieci o dodici che compongono Antarsya che sarebbe passata dallo 0,7% all’1%. Questo avrebbe significato offrire SYRIZA a Tsipras e alla maggioranza, o quantomeno alle forze al di fuori della Piattaforma.

Ora nella società greca è chiaro che l’unica opposizione di sinistra a ciò che sta facendo il governo è il KKE. Non si può negare, ma sono totalmente irrilevanti sul piano politico. Non abbiamo parlato del ruolo del KKE durante il referendum, è stata una caricatura della loro irrilevanza. Hanno fatto campagna per un voto nullo, hanno chiesto agli elettori di usare una scheda preparata dal KKE con un doppio no (all’UE e al governo). Queste schede ovviamente non sono state conteggiate come valide e l’operazione è stata un fiasco. I dirigenti del KKE non sono stati seguiti dai loro elettori, circa l’1% degli elettori, o forse meno ha usato la scheda non valida.

Oltre a loro c’è la Piattaforma di Sinistra. I greci sanno, e i media continuano a ripeterlo, che la principale spina nel fianco di Tsipras è Lafazanis con la Piattaforma. Possiamo aggiungere Zoe Kostantopoulou. Penso che sia ciò che abbiamo guadagnato dalla situazione. Abbiamo le basi per un nuovo ciclo, una forza che è stata in prima linea nella battaglia politica e che porta un’esperienza senza precedenti.

Tutti quanti comprendono che sei falliamo questa sfida, per la sinistra non ci sarà altro che un campo di macerie dopo tutto questo.

Da questa prospettiva, dalla prospettiva della ricostruzione della sinistra anticapitalista, senza pretendere di essere di essere l’unica forza ad avere un ruolo da giocare, riconosciamo quale sia la posta in gioco e questo ci da grandi responsabilità su ciò che dobbiamo fare qui e ora.

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