Spagna e Irlanda: istruzioni per l’uso


Non ci sono ancora risultati definitivi, però, subito alcuni punti:

1) Le candidatura di unità popolare non sono né di Podemos né di Izquierda Unida, tanto che dove i due partiti hanno fatto le loro liste cambiandogli solo il nome hanno ottenuto risultati in linea con quelli che hanno come singolo partito.

Comizio di Barcelona en Comù

Comizio di Barcelona en Comù

2) Grandi risultati, per carità. Ma cominciamo ad abbassare le aspettative. Alle elezioni politiche sarà diverso, le liste di unità popolare stanno ottenendo i sindaci grazie a una legge elettorale per cui, nel caso non si sia in grado di formare una maggioranza, viene comunque eletto sindaco il candidato della lista con più voti. Questo vuol dire che col 20-25% puoi avere il sindaco di minoranza. Al Parlamento invece bisogna ottenere la fiducia della maggioranza assoluta. Questo lo si vede anche dai risultati delle regionali, dove la formazione dei governi rimane in mano ai popolari e ai socialdemocratici.

3) Fare paragoni tra quello che succede in Spagna e quello che succede in Italia è semplicemente ridicolo. Chi lo fa non ha nessuna scusante, o è scemo o prende gli altri per scemi.

4) Già che ci siamo, diciamolo anche per l’Irlanda: NO, il Sinn Fein non è primo nei sondaggi. Il SF è secondo nei sondaggi dietro al partito conservatore di governo Fine Gael che sta sfruttando la ripresa economica per guadagnare consensi, ed è seguito a breve distanza dai centristi del Fianna Fail. Basta andare su Wikipedia e guardare il grafico dei sondaggi:

Blu Fine Gael, verde scuro Sinn Fein, verde chiaro Fianna Fail, rosso Labour, nero altri e indipendenti

Blu Fine Gael, verde scuro Sinn Fein, verde chiaro Fianna Fail, rosso Labour, nero altri e indipendenti

Nominalmente il sistema elettorale irlandese è proporzionale, in realtà è un po’ più complesso. La distribuzione dei seggi con numeri simili potrebbe essere:
Fine Gael 54-55
Sinn Fein 31-33
Fianna Fail 32-36
Labour 1-2
Altri/Indipendenti 32-40

Ora, come spiega la fonte, sono stime che possono variare. Però permettono di ragionare su come si fa a formare una maggioranza. Servono 79 seggi. L’attuale coalizione Fine Gael/Labour non avrebbe i numeri, la soluzione più naturale sarebbe una coalizione Fine Gael/Fianna Fail (magari puntellata dagli indipendenti conservatori).
A parte il fatto che l’alleanza con i verdi, i trotzkisti e con gli indipendenti veri e propri sarebbe difficilissima da gestire, ad ora non ci sono i numeri per un governo di sinistra guidato dal Sinn Fein.
All’interno degli altri/indipendenti sono conteggiati anche i Verdi, le formazioni trotzkiste Alleanza Contro l’Austerità e l’Alleanza Popoli Prima dei Profitti e la formazione conservatrice Renua Ireland. Tutti questi gruppi potrebbero stare attorno ai 5 deputati, anche se si tratta di stime che potrebbero calare sotto elezioni per il richiamo del voto utile. Rimangono quindi gli indipendenti veri e propri, che coprono tutto l’arco politico.

L’unica opzione di governo possibile per il Sinn Fein sarebbe un’alleanza con il Fianna Fail e con 10-15 parlamentari raccolti tra gli indipendenti. Possibilità tecnica ma politicamente quasi impossibile da gestire.

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