Italicum


Perchè scrivere quando c’è chi dice molto meglio le cose?

Una testa, un voto: perché il proporzionale è la lezione fondamentale della rivoluzione francese. E perché, in Italia, è la democrazia

di Gianpasquale Santomassimo, Il Manifesto 29 gennaio 2014   Tutti hanno potuto con­sta­tare il crollo ver­ti­cale di cre­di­bi­lità e di rap­pre­sen­tanza che la poli­tica ha vis­suto negli ultimi vent’anni. Eppure per­si­stono leg­gende radi­ca­tis­sime che demo­niz­zano la “prima Repub­blica”. C’erano troppi par­titi, si dice. Erano media­mente sette: nulla a che fare con gli oltre qua­ranta rag­grup­pa­menti cen­siti all’epoca dei governi di Sil­vio Ber­lu­sconi. C’erano pic­coli par­titi, si dice. C’era qual­che pic­colo par­tito, digni­toso e pieno di sto­ria, come il par­tito repub­bli­cano di La Malfa: nulla a che fare con gli “amici di Mastella”, i “respon­sa­bili” di Sci­li­poti e via dicendo. Cam­bia­vano troppi governi, si dice, vero, ma si dimen­tica la sostan­ziale con­ti­nuità di un sistema poli­tico che ha avuto pochis­sime svolte nell’arco della sua esi­stenza. Se si fosse voluto vera­mente ovviare a que­sto pro­blema si poteva inse­rire in Costi­tu­zione il prin­ci­pio della sfi­du­cia costrut­tiva, che garan­ti­sce la sta­bi­lità della più solida demo­cra­zia euro­pea, quella tede­sca, che era – con molte dif­fe­renze — anche la più vicina al nostro ordinamento. E a pro­po­sito di sistema tede­sco, va ricor­dato come, nel suo totale anal­fa­be­ti­smo isti­tu­zio­nale, Mat­teo Renzi abbia dichia­rato più volte che è incon­ce­pi­bile che la Mer­kel pur avendo vinto le ele­zioni sia stata costretta a fare “inciuci” con le oppo­si­zioni. Ma si chiama demo­cra­zia par­la­men­tare, non è la “Ruota della For­tuna”, per gover­nare devi avere una mag­gio­ranza in par­la­mento, e anche prima delle ultime ele­zioni la Mer­kel non aveva la mag­gio­ranza asso­luta ma gover­nava assieme ai libe­rali, ora scom­parsi dal par­la­mento. E non è vero che “in tutto il mondo” la mino­ranza che prende un voto in più delle altre si prende tutto il cucuz­zaro, come ritiene il poli­tico di Rignano sull’Arno: que­sta assur­dità esi­steva solo nel nostro sistema elet­to­rale che la Corte ha dichia­rato inco­sti­tu­zio­nale. […] Si usa dire, anche a sini­stra, che il pro­por­zio­nale ren­de­rebbe obbli­ga­to­rie le lar­ghe intese. Non è affatto vero: per­ché un sistema elet­to­rale com­porta scelte diverse da parte degli elet­tori, come si vide nell’Italia del 1919 (e come, in nega­tivo, abbiamo visto nell’Italia del 1994), e un voto libero da assilli e ricatti di voto “utile” o coar­tato può final­mente rispec­chiare il paese reale e dar­gli rap­pre­sen­tanza. Certo que­sto sistema richie­de­rebbe comun­que intese come è nella nor­ma­lità della demo­cra­zia par­la­men­tare, e richie­de­rebbe capa­cità di far poli­tica, di tro­vare media­zioni, di dare rap­pre­sen­tanza alla com­ples­sità della società. Temo che qui si apri­rebbe una bat­ta­glia molto dif­fi­cile, soprat­tutto a sini­stra, dove la droga mag­gio­ri­ta­ria ha fatto per­dere com­ple­ta­mente la cogni­zione della realtà e dei rap­porti di forza. Non riguarda solo il Pd, nato con una “voca­zione mag­gio­ri­ta­ria” (che in genere è ser­vita a creare mag­gio­ranze altrui), ma anche i cespu­glietti subal­terni che non sareb­bero in grado di supe­rare il quo­rum ma con­du­cono vita paras­si­ta­ria in sim­biosi con l’organismo del par­tito maggiore. Per leggere tutto clicca qui. renzi_riformaelettoraleR439_thumb400x275 Ma alcune cose da aggiungere ci sono. Innanzitutto, l’Italicum è una brutta legge elettorale, ce ne avevamo una brutta (la famosa “porcata”), la Corte Costituzionale aveva fatto un lavoro di taglia e cuci che consegnava una legge decente, ovviamente non era realistico che potesse durare. Tra i tanti problemi dell’Italicum il fatto che possa consegnare la maggioranza assoluta a Renzi non è neanche il più grosso. Con l’Italicum qualunque avventuriero populista potrebbe avere la maggioranza assoluta (Grillo se dice bene, Salvini se dice male, qualcosa di peggio di tutti e tre che ancora non vediamo se ci dice malissimo), senza che ci sia una qualche possibilità di dare battaglia dall’opposizione. L’impressione è che gli apprendisti stregoni stiano evocando il modello francese mentre sono gli stesso apprendisti stregoni francesi a essere impanicati dall’idea che la Le Pen possa vincere il ballottaggio. Nell’Italia 2015 ci si può aspettare di fare la mobilitazione per la salvezza della Repubblica come in Francia nel 2002 al ballottaggio Chirac-Le Pen (padre)? In secundis, Mattarella. Quando viene eletto a un’alta carica dello stato che non sia un mafioso, un ladro o un buffone con tanto di naso rosso, parte sempre la retorica su quanto cambiamento ci si possa aspettare (vedi Boldrini e Grasso). All’elezione di Mattarella uno degli argomenti forti era:”Stava nella Corte Costituzionale che ha bocciato all’unanimità il Porcellum, vedrete che non farà sconti neanche a Renzi”.

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Infatti…

La Corte Costituzionale ha segato premi di maggioranza spropositati e l’impossibilità di “scegliere i parlamentari”. La risposta dell’Italicum è di dare il premio di maggioranza al primo turno al 40%, oppure al secondo turno. Per quanto riguarda la “scelta”, invece, c’è il sistema dei capilista bloccati che, con collegi più piccoli, vuol dire che comunque saranno molto pochi gli eletti tramite preferenza e moltissimi quelli tramite capilista bloccati. Ora, è evidente a tutti che si tratta di aggiustamenti cosmetici, rimane la sostanza che c’è un premio di maggioranza spropositato che trasforma la “maggior minoranza” in una maggioranza assoluta e che la “scelta dei parlamentari” rimane in larghissima parte fatta a prescindere da chi decide la composizione delle liste. Quindi, perchè Mattarella ha firmato? Quattro opzioni: 1) Mattarella è convinto che gli aggiustamenti siano di sostanza e non cosmetici. Di fatto è la tesi sostenuta dai costituzionalisti di regime, quelli che con sprezzo del ridicolo vanno in tv a dire che è stata istituita una “soglia minima del 50%”. Verrebbe da chiedersi che sostanza assumono per confondere ballottaggio e soglia minima, ma tant’è, è una tesi che ha cittadinanza nel giro che conta. 2) Mattarella ha dubbi sugli aggiustamenti ma ritiene che una questione cosi “di fino” debba essere affrontata, un’altra volta, dalla Corte e non dal Presidente della Repubblica. Anche questa tesi, cioè che il controllo costituzionale del Presidente sia da intendersi come controllo su cose macroscopiche mentre per le questioni di interpretazione c’è la Corte, è una tesi che gira negli ambienti che contano. 3) Versione cospirazionista: la Corte non era unita, ma per evitare polemiche pubbliche decise di fare uscire il verdetto come unanime. Tesi affascinante perchè implicherebbe che Mattarella sarebbe in realtà asceso al Colle proprio perchè in quella decisione lui stava dalla parte del “maggioritario”. Ma assolutamente indimostrabile quindi inutile da discutere ulteriormente. 4) La versione che personalmente preferisco: qualunque fosse l’opinione di Mattarella, ora è in un ruolo diverso. Napolitano non è passato invano, la presidenza della Repubblica da ruolo di garanzia della Costituzione, rivolto agli italiani, è diventato un ruolo di garanzia della “stabilità”, rivolto ai cosiddetti “poteri forti”: finanza internazionale, Unione Europea, NATO. Nel momento in cui Mattarella accetta di diventare il Presidente della Repubblica, accetta che non può aprire un conflitto su una legge che da “stabilità”. E’ la Terza Repubblica, bellezza.

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