Sulla fiducia


I motivi di questa affermazione hanno risuonato molte volte in questo Parlamento. Si è detto giustamente che su una legge elettorale il Governo bene avrebbe fatto se non avesse posto la questione di fiducia, poiché la legge elettorale, dopo la Costituzione della Repubblica, è la più importante e la più delicata ed in essa si esprime più che in ogni altra il regime democratico di una nazione.

Ma oltre a questo noi abbiamo sentito, nel modo e nel momento in cui è stata posta la fiducia, elevarsi dai banchi del Governo il disprezzo per le norme che regolano la vita del Parlamento italiano, il disprezzo per la tradizione di questa Assemblea, il disprezzo per tutte le cose che formano la sostanza della democrazia in un paese civile. Noi ci siamo trovati di fronte, in questo modo, alla distruzione della facoltà legislativa del Parlamento, di quella facoltà legislativa che consente ad ogni deputato di intervenire nella modificazione e nella discussione di una legge, che consente ad ogni deputato di partecipare alla formazione delle leggi.

Questo è senza dubbio il diritto fondamentale di un’assemblea legislativa come la nostra e, quando questo diritto viene violato, come qui è stato violato, noi abbiamo il diritto e il dovere di dubitare della sorte della democrazia nel nostro paese; abbiamo il diritto e il dovere di lottare perché al nostro paese non si apra un periodo troppo triste e duro.

Nilde Iotti sulla fiducia alla legge 148/1953, meglio conosciuta come “legge truffa”.

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