La Grecia e le sanzioni alla Russia. E noi.


Ora, veramente, fate un respiro profondo e calmatevi.

Mi riferisco a voi, commentatori compulsivi dei fatti politici, preferibilmente internazionali, dell’internet.

E ancora più nello specifico, quelli che commentano qualunque cosa sia vagamente correlata con l’antimperialismo.

Ecco, me lo ricordo abbastanza bene, una settimana fa eravate impegnati a non capire un’ostia dei voti al Parlamento Europeo pensando che Syriza e metà GUE/NGL avessero votato a favore della sanzioni alla Russia e, conseguentemente, sbraitavate contro un tradimento imperialista che non c’è stato.

Poi, dopo le elezioni, all’improvviso avete scoperto che Syriza invece intendeva tessere rapporti amichevoli coi BRICS. E allora per 24 meravigliose ore Tsipras e il suo alleato di destra Kammenos sono diventati le nuove guide mondiali. E tanto per, avete anche cominciato a dire che la Grecia era pronta a imporre il veto contro la sanzioni alla Russia.
Intendiamoci, eravate in buona compagnia, quello che voi annunciavate come la salvezza, i giornali borghesi lo annunciavano come la iattura.

La posizione Greca invece, era un’altra. Cioè, la Grecia non ha posto il veto, ha detto di non volere ulteriori sanzioni. E qua facciamo un salto indietro. Nel famoso voto in cui al Parlamento Europeo Syriza ha votato contro ulteriori sanzioni, le ulteriori sanzioni erano particolarmente gravi, di fatto una dichiarazione di guerra commerciale con minaccia di guerra militare.
Possiamo tornare avanti, è la contrarietà a questi nuovi provvedimenti che la Grecia ha portato alla riunione dei ministri degli esteri europei. E questi nuovi provvedimenti non sono stati presi.

Ma, e qui vi capisco, è difficile fare un’altra giravolta del genere in pochi giorni, la Grecia non ha posto il veto sul proseguimento delle vecchie sanzioni. Per la verità la Grecia ha ottenuto che il proseguimento delle vecchie sanzioni sia più corto. Ma va beh, non è questioni di sottigliezze, non ha posto il veto.

E quindi è partito già il coro di “dimentichiamoci pure Tsipras”.

Ora, secondo voi, i russi e i cinesi si possono permettere di porre il veto su tutto quello che passa al Consiglio di Sicurezza che non li vede d’accordo? No, non se lo possono permettere, perchè nessuno vive in un sistema autosufficiente. Figuriamoci quindi i greci!

Ora, si, in un mondo ideale il governo di Syriza avrebbe dovuto porre il veto. Nel mondo reale, quello in cui la Grecia è un paese sull’orlo del fallimento con un governo di coalizione in equilibrio spericolato, il governo di Syriza ha ottenuto che non si discutessero le nuove sanzioni e quindi che non si facessero ulteriori passi verso la guerra, e ha anche ottenuto che il prolungamento delle vecchie sanzioni fosse mitigato.

E stanno governando da tre giorni.

Quindi, d’ora in avanti, se vogliamo commentare, commentiamo il mondo reale. Per il resto giochiamo a Civilization V che è meglio.

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2 thoughts on “La Grecia e le sanzioni alla Russia. E noi.

  1. La Grecia un paese sull’orlo del fallimento? La Grecia è fallita e strafallita; almeno a guardare fame, miseria, sistema dei servizi, emigrazione, condizioni di lavoro. Tanto di cappello per questo atto di moderata ribellione, ma temo che per raddrizzare la barca dovranno affrontare passaggi più impegnativi.

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