Brancaccio sull’euro e Le Pen


In particolare:

– La seconda ipotesi politica stigmatizzata dal monito degli economisti è quella che il Fronte Nazionale in Francia ha ribattezzato con il termine «patriottismo economico». È l’idea di chi vuol mettere in discussione non soltanto la moneta
unica ma anche il mercato unico europeo, nonché il sistema dei diritti individuali incardinato nelle regole comunitarie. Beninteso, il fatto che la critica della moneta unica sia qui accompagnata da una critica del mercato unico europeo costituisce un fatto logico, in sé difficilmente contestabile. Ma per tutto il resto questa ricetta evoca ombre per nulla rassicuranti: essa infatti consiste in una miscela di protezionismo, xenofobia e restringimento delle libertà civili incardinata in una ideologia del ritorno ai cosiddetti valori tradizionali, ben rappresentati dal vecchio trittico “Dio, patria e famiglia”.È innegabile che tale visione stia raccogliendo sempre più consensi tra i lavoratori colpiti dalla crisi e dalla disoccupazione, e sempre più insofferenti verso la concorrenza degli immigrati. Ma soprattutto, questa ipotesi trova la sua base sociale di riferimento nella miriade di piccoli capitalisti afflitti dalla recessione, dal debito e dal rischio crescente di insolvenza. Di fatto, essa incarna la pretesa di elevare un argine contro la centralizzazione: di fronte alla spinta centralizzatrice dei capitali e alla sua tendenza a valicare ogni confine statuale, il dissotterramento di una qualche idea economica di «nazione» costituisce la prevedibile «reazione» strategica dei gruppi capitalistici relativamente più deboli e in difficoltà. Potremmo in definitiva considerarla una ipotesi politica “reazionaria”, di tipo nazionalista, con tratti potenzialmente neofascisti. –

L’articolo di Brancaccio si può leggere nella sua completezza cliccando qui, e fa parte di un dibattito sull’euro pubblicato su Critica Marxista 5/2014, con interventi di Zezza a Patalano.

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2 thoughts on “Brancaccio sull’euro e Le Pen

  1. “Potremmo in definitiva considerarla una ipotesi politica “reazionaria”, di tipo nazionalista, con tratti potenzialmente neofascisti.”? Io credo che sia tutto il contrario, come dovrebbe evidente avendo letto o ascoltato qualche intervento di Brancaccio.

    • Ringrazio per l’attenzione.
      Specifico che da “la seconda ipotesi” a “potenzialmente neofascisti” è una citazione diretta dell’articolo di Brancaccio.
      Sull’euro ho espresso le mie posizioni su questo blog (e anche nella politica quotidiana…) che puoi trovare seguendo il tag “euro”, da ultimo recensendo il libro di Ferrero qui: https://kowapaolo.wordpress.com/2014/12/16/la-truffa-del-debito-pubblico/
      Il mio è un punto di vista non da economista, cerco di capire il dibattito tra economisti, spero di riuscirci.

      Brancaccio in questo articolo bolla come reazionaria e potenzialmente neo fascista la posizione di Marine Le Pen, non l’ipotesi euro exit in sè.
      E secondo me fa bene a sottolinearlo perchè tra i “no euro” nostrani ci sono troppe persone che pensano che non importa che il gatto sia rosso o nero, l’importante è che prenda il topo. Deng poteva pensarlo dal momento in cui governava col partito unico. Noi invece si corre il rischio di lavorare per il gatto nero.

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