United We Stand


Sarasso e Rudoni – United We Stand – Marsilio – 11,90 euro

La prima volta che ho letto United We Stand, ricordo che lo giudicai fantasy per l’idea che un governo guidato del Partito Democratico potesse rappresentare una minaccia per l’ordine atlantico tale da indurre gli Stati Uniti a finanziare un colpo di stato. 

Rileggendolo a quattro anni dall’uscita (tralasciando le ampissime dosi di ingenuità nell’uso del media fumetto) emergono un pregio e un difetto.

Il pregio è aver capito che il pericolo per la democrazia italiana non è (solo) Silvio Berlusconi, e averlo scritto nel 2009, quando a sinistra la religione dell’antiberlusconismo non era ancora caduta sotto i colpi dei governo di larghe intese.

E diciamolo, un'immagine così all'epoca esorcizzava molti sogni proibiti.

E diciamolo, un’immagine così all’epoca esorcizzava molti sogni proibiti.

Il difetto è che adagiava la costruzione del golpe in una visione complottarda della storia. Ultor, gli autori del colpo modellati su una specie di team-up tra la reale Gladio e i supercattivi di Big Jim, è una rete che è stata dietro a tutti i complotti della nostra storia. Una banda di golpisti tecnici, reali esecutori di Piazza Fontana, legati solo agli Stati Uniti e non alla destra neo/post fascista. Ma soprattutto slegati da qualsiasi legame sociale, Ultor è fatta di soli ufficiali senza truppa, viene da chiedersi come faccia a controllare un intero paese. Ma non è una questione di fare i precisini della fungia sulle questioni militari, è questione di come si vedono i rapporti sociali. Nell’Italia reale la Gladio reale e lo stragismo neofascista dovevano far base sull’anticomunismo viscerale delle istituzione e della destra democristiana, nell’Italia immaginaria di Sarasso il golpe avviene per una brava di potere fine a se stessa. Nonostante i fiumi di retorica resistenziale e antifascista che segnalano chiaramente il background politico di Sarasso, di fatto United We Stand propone un’interpretazione antipolitica della strategia della tensione e non a caso UWS viene pubblicato proprio nel periodo in cui il terremoto politico del secondo governo Prodi ha fatto scivolare grandi pezzi di sinistra (in primis di quella cosiddetta radicale) verso Beppe Grillo.

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