Il ritorno del Re


Una breve traduzione del discorso di Sua Maestà Giorgio, primo nel suo nome e secondo nel suo mandato, alle forze politiche e ai sudditi.

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La preoccupazione fondamentale della stragrande maggioranza degli italiani è che hanno capito che tutte le promesse di ripresa nell’anno prossimo, che gli propiniamo da quattro o cinque anni, sono baggianate. Hanno capito che la luce in fondo al tunnel è il proverbiale treno che ci viene addosso e ormai della riforma della legge elettorale glie ne frega qualcosa solo a quelli di #occupyPD.

La preoccupazione mia fondamentale è, invece, che ho passato gli ultimi mesi a garantire in giro per l’Europa che l’Italia avrebbe avuto per i prossimi anni un governo stabile e impegnato a eseguire gli ordini della troika europea e della NATO.

Ho perciò apprezzato vivamente la riaffermazione – da parte di tutte le forze di maggioranza – del sostegno al governo Letta e al suo programma, di là dalle baggianate di personaggi pittoreschi come la Santanchè o Civati o altri estemporanei fessi che vorrebbero tornare a votare.

Non mi nascondo certo le difficoltà derivanti dal fatto che il capo del secondo partito di governo sia appena stato riconosciuto dalla magistratura come un ladro conclamato. Quindi, tanto per cominciare a togliere un po’ di problemi, comincio a dire al PdL che è comprensibile che si lamentino perché gli hanno condannato il Ladro In Capo. E voi del PD smettetela con questa storia che le sentenze non si commentano, non si commentano se sono sentenze per manifestanti No Tav.

Intervengo oggi perché come al solito voi non riuscite a sbrogliarvela da soli.

Innanzitutto, consiglio a Silvio di smettere di fare la madonnina trafitta dalle spine e di mettersi di buzzo buono a chiedere le pene alternative, che se fai due pomeriggi a raccogliere le carte al Parco Sempione fai anche bella figura. In secundis, non fate cazzate, non fate cadere il governo e inviate quella richiesta di grazia. Così, nel frattempo che tu fai le pene alternative, io ho il tempo di fare i grazia con i tempi di legge e soprattutto riusciamo a fare una benedetta riforma della giustizia prima che ti arrivino le altre condanne. Ma sbrigati a farla sta domanda di grazia, che se no i tempi slittano. Oh? Hai capito o no?

E alla fine, fai un piacere, trovati un altro capo politico per il tuo partito. Possibilmente non una triglia lessa come Alfano. Sul serio, qua stiamo facendo i salti mortali per salvarti, se diventi una figura sullo sfondo viene più facile.

Ogni gesto di rispetto dei doveri da osservare rispetto all’Europa, ogni realistica presa d’atto di esigenze più che mature di soffocamento del conflitto sociale e di rinnovamento delle larghe intese ad libitum, sarà importante per superare l’attuale difficile momento.

Cari sudditi, viva il Regno d’Italia, viva il Sacro Europeo Impero, viva la NATO!

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