Due luoghi comuni da sfatare su Grillo. (Partito e sindacato)


La situazione politica è quella che è. Negli ultimi giorno di campagna elettorale Grillo è riuscito a sfondare a sinistra (più di quanto avesse già sfondato), nei giorni appena successivi al voto s’è scatenata una corsa all’incensamento del M5S, specie da parte di certi ambienti movimentisti. Berardi Bifo che vede Grillo come il fustigatore della dittatura finanziaria è la degna coronazione di decenni passati a inseguire farfalle.

Il carro del vincitore. Un luogo spesso affollato.

Prendo spunta da questa intervista a Marco Rovelli per dire due cose sui luoghi comuni che girano sul Movimento 5 Stelle.

1) Rovelli sostiene che la sinistra debba abbandonare la forma partito per seguire l’esempi0 del Movimento 5 Stelle.

Ma,  è poi vero che il M5S non è un partito? Non lo è (ancora) nella definizione di partito reale, lo sarà se i suoi gruppi parlamentari resisteranno al corteggiamento (con l’evidente scopo di produrre scissioni) di Bersani ora e a breve di Monti e Berlusconi. Ma lo è nella maniera più assoluta nella definizione di partito formale!

Ora, sgomberiamo il campo dall’obiezione più banale, autonominarsi “movimento” non esclude essere essere un partito. Il Movimento per la Quinta Repubblica di Chavez era un partito ben prima di assumere il nome di Partito Socialista. L’Unione per un Movimento Popolare francese è un partito. Eh, si, era un partito anche “quel movimento che chiamano sociale“…

Il Partito. *nostalgia*sigh sob*

Secondo equivoco: a sinistra siamo talmente abituati a pensare al PCI come “il Partito” che non ci ricordiamo più che esistono molte altre forme di partito. Sicuramente il M5S non è “il Partito” come costruito da Togliatti filtrando Lenin e Gramsci, ma…
Ma, ha un suo organo di informazione centralizzato (il blog di Grillo), ha una struttura territoriale verticalizzata (i meet up sono quasi aperti a chiunque, ma rispondo al livello centrale e non si possono parlare tra di loro), organizza corsi di formazione ideologica per i quadri (quelli che stanno facendo in questi giorni i parlamentari, significativamente alla LUISS, l’università di Confindustria), ha un organo centrale disciplinare/di garanzia (la persona di Grillo, ufficialmente, probabilmente con Casaleggio e il suo entourage stretto).
Ma cos’altro serve per considerarlo di fatto un partito?

2) Rovelli afferma che le dichiarazioni di Grillo sui sindacati vadano intese contro “questi sindacati che non garantiscono milioni di giovani precari”.

Quando un annetto fa ho recensito “Siamo In Guerra” per Cronache Laiche, scrivevo

” A pagina 9 un passaggio ambiguo illustra il tipo di retorica che si usa per questo fine: «[la Tav] è un ‘opera insensata, come hanno affermato diversi esperti, economisti e professori universitari, tra i quali Marco Ponti del Politecnico di Milano, la cui voce è stata riportata in questi anni soltanto da Beppegrillo.it e dal Fatto Quotidiano». Il trucco è di bassa lega: non solo l’affermazione è falsa(Marco Ponti ha scritto anche sul Manifesto), prendendo un caso individuale si escludono tutti gli altri mezzi di comunicazione che hanno raccontato le ragioni del movimento No Tav. È appena il caso notare che il maggiore azionista del Fatto Quotidiano è proprio la casa editrice Chiarelettere.
Alla stessa maniera, una questione lunga come quella dei “termovalorizzatori” viene tagliata informando che «la battaglia contro gli inceneritori è iniziata con la nascita del blog Beppegrillo.it». Indipendentemente da come la si pensi sulle questioni specifiche, è evidente la volontà di cancellare qualsiasi altro soggetto politico, sindacale o di movimento che non sia l’M5S stesso”

Non ci si può illudere che si tratti di banali semplificazioni, che dica “abolire i sindacati” per dire “quei sindacati che non hanno rappresentato gli interessi dei lavoratori o delle categorie non sindacalizzate”. NO! Grillo è sistematicamente contro i sindacati.

Non a caso, quando c’è stata la grande manifestazione della FIOM nell’ottobre 2010 grillo ha polemizzato direttamente con quel sindacato, chiamando la dirigenza FIOM “i sindacalisti dalle mani lisce”. Facendolo nel giorno in cui faceva il suo primo discorso da Segretario Generale della FIOM un Landini che ha abbandonato le scuole per andare in officina. Che poi abbia corretto e parzialmente smentito… beh, ce lo siamo dimenticato che è una tecnica paracula usata a tutto spiano da Berlusconi? Lui ha smentito, però intanto l’ha detto…

Burokrati!!11!!! Siete morti!!!1!! Vi toglieremo i finanziamenti pubblici!!”!!!””=|=?=£!||

Grillo sa differenziare il proprio linguaggio a seconda di chi si rivolge. Se deve conquistare il voto, per esempio, della piccola borghesia, è capacissimo di fare uscite ultradestrorse (tra immigrati, thatcherismo di ritorno e la mafia che non conta un cazzo c’è l’imbarazzo della scelta degli argomenti). Se invece deve solleticare gli umori a sinistra è capace di cavalcare i risentimenti contro una dirigenza sindacale impantanata nella concertazione e ribaltarli in una critica da destra al sindacalismo più avanzato.

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