Ballerine, nani, comici e Barnard


E poi boh… i paladini della MMT si comportano come fossero un film di Totò.
Ma i film di Totò sono più seri.

Mazzetta

Featuring Francesco Maria Toscano per la Provincia di Reggio Calabria, Paolo Barnard, Il Grande Oriente d’Italia Democratico, Sergio Di Cori Modigliani e con la partecipazione straordinaria della MMT.

Quando hanno proposto alla mia attenzione “il carteggio“, come sarà definito di seguito, sapevo che immergermi in questa vicenda avrebbe significato un bagno nel prolisso, ma una veloce scorsa ai protagonisti della vicenda mi ha convinto ad affrontare l’impresa.

Il carteggio a sua volta è integrato da altri testi pesantini, ma il sacrificio ha pagato e dalle infinite righe che sta partorendo questo confronto tracimato in rete, ho potuto trarre diverse informazioni e alcuni passaggi davvero illuminanti sulla qualità di un discreto gruppo di salvatori della patria, alcuni dei quali amano presentarsi come rivoluzionari al “popolo della rete” e in particolare alla sottospecie più boccalona di questa mistica identità, troppo spesso invocata a vanvera.

Oggetto della tenzone è un convegno…

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2 thoughts on “Ballerine, nani, comici e Barnard

  1. Sti cazzi quanto sei criptico nei tuoi commenti!
    Comunque, a parte Barnard che secondo me ha perso qualche rotella, questo passo dell’articolo che hai riportato mi pare una puttanata:

    “pensare che la sovranità monetaria sia qualcosa di diverso da un feticcio dietro al quale si nascondono governanti falliti e il nazionalismo delle destre estreme è ancora più imperdonabile e pericoloso”

    La sovranità monetaria non ha colore politico, sono le scelte economiche con cui la sì sfrutta ad averne.

    • Quando sono così laconico è perchè penso che l’articolo segnalato abbia detto quelle che c’è da dire.

      Penso che ci si debba intendere su cosa si intende per “sovranità monetaria”. Il tema del divorzio tra ministero del tesoro e banca centrale è reale e importantissimo. Sfortunatamente non è quello su cui puntano i fascistoni più o meno travestiti o i Tremonti più o meno pentiti, quelli puntano all’illusione del ritorno alle monete nazionali, come se la Sterlina o lo Yen tenessero di per loro al riparo il Regno Unito o il Giappone dalla crisi.

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