Scurati e Mo Yan


Antonio Scurati non ha preso bene la notizia del nobel a Mo Yan. E la reazione dei più (delle 20 anime che leggono questo blog, facciamo 14-15…) potrebbe essere giustamente un bel chissenefrega.

E stavolta posso dire di aver letto qualcosa del Nobel per la letteratura, e di averlo anche apprezzato before it was cool

Però a me la polemica piace.

Scurati scrive almeno due castronerie enormi.

1) L’Accademia assegna il nobel per ragioni politiche ad autori “marginali” come Dario Fo o Mo Yan.

Dario Fo sarebbe un autore la cui opera teatrale non esiste senza l’autore stesso sulla scena. Non mi risulta che Fo vada in giro per il mondo ad eseguire le sue opere nelle 30 lingue in cui sono state tradotte. E per di più è falso che anche in Italia le opere di Fo esistano solo con lui sul palco.

I motivi per cui Mo Yan sarebbe “marginale” non sono dati sapere (c’è, daltronde, il fondato sospetto che Scurati non abbia mai letto una riga del neo-Nobel). In compenso dai miei ricordi degli esami di Cultura Cinese Mo Yan è uno dei più importanti, se non IL più importante, autore della letteratura delle radici, quella letteratura che dopo il black out della Rivoluzione Culturale cominciò a portare alla luce la storia sociale cinese. Il romanzo più citato di Mo Yan è Sorgo Rosso, ma a me piace ricordare Il Supplizio Del Legno Di Sandalo, un romanzo in cui la storia della colonizzazione occidentale in Cina esce fuori con tutto il suo sangue (e le sue piaghe purulente, un dettaglio a cui Mo Yan tiene molto). Una colonizzazione ampiamente dimenticata dalle nostro parti (praticamente solo chi è specialista o ha letto Shanghai Devil sa che noi italiani avevamo una delegazione a Tianjin), forse leggere un po’ della letteratura “marginale” potrebbe essere una buona rinfrescata per la memoria di qualcuno.

2) Per Scurati dovremmo fregarcene dei romanzi cinesi come i cinesi se ne fregano dei romanzi occidentali. E qua viene da chiedersi dove viva Scurati.

Forse s’è perso i dati di vendita dei best seller occidentali in Cina. E forse s’è perso l’attaccamento di generazioni di scrittori cinesi ai grandi classici della letteratura occidentale: Lu Xin e Ba Jin prima, Yu Hua, Mo Yan o Dai Sijie dopo. Se Scurati si fosse preso la briga di leggerli non scriverebbe certe cazzate.

Leggere gli autori cinesi non è obbligatorio, farlo prima di scrivere di autori cinesi si.

Edit delle 22 e spicci: nei commenti Scurati dice di aver letto alcune cose di Mo Yan e di averle anche apprezzate, il suo non è un attacco all’autore ma a come viene assegnato il nobel. Ai miei occhi, è un’aggravante.

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One thought on “Scurati e Mo Yan

  1. Siamo daccordo. Come fa poi Scurati a scrivere un libro su un futuro dominato dai cinesi se nemmeno li conosce? Come potremmo fidarci? Grazie ad un twitter di Simone Pieranni ho anche scoperto che Scurati si chiede chi sia questo Mo Yan, sull’Huffington Post! Quando “perdere la faccia” dalle nostre parti non conta..

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